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L’indefinibile evanescenza del CLOUD

Eccoci qua, pronti a partire per il CLOUD !

L'IT ha deciso che anche per la nostra Azienda è ormai ora di "andare in CLOUD" e noi tecnici siamo in procinto di migrare le prime applicazioni...
Ma c'è tra di tra noi un rompiscatole che continua ad essere perplesso e che non la smette di fare domande assurde e porre questioni fuori luogo:

«Siamo sicuri di quello che stiamo facendo ?
Io non ho capito bene che cos'è questo CLOUD ! Come è fatto ? Come funziona ? Come lo spieghiamo al Direttore ?
Qualcuno mi sa dare una DEFINIZIONE ESATTA di "CLOUD" ?»

«Beh, dai ! Sono sistemi virtuali...»

«Sai che novità !
Anche i nostri sistemi nel Datacenter sono ormai quasi tutti su macchine virtuali...
Vuoi dire che il nostro attuale Datacenter è "in CLOUD" ?»

«No, i sistemi virtuali del CLOUD sono su Internet...»

«Ah, come i sistemi di [Nota_Azienda_che_fa_paghe_e_stipendi] ?
Quelli con cui ci calcolano ogni mese i cedolini ?
Ma questo l'abbiamo sempre chiamato "Service Esterno" !
Poi lo usiamo sin da prima che il CLOUD nascesse, quindi non può essere "CLOUD"...»

«Ma no ! Quella è solo una applicazione esterna che usiamo tramite Internet !
Nel CLOUD ci puoi mettere le NOSTRE applicazioni...»

«Come l'applicazione [Prospettive_di_vendita], che siccome era troppo complessa per le misere risorse del nostro Datacenter, abbiamo installato sui Server di [Noto_Fornitore_IT] ?»

«No ! Quello si chiama HOSTING ! Loro ci forniscono l'hardware e il software di ambiente e noi ci mettiamo l'applicazione... Il CLOUD è una infrastruttura che viene condivisa tra molti utenti, non è un sistema dedicato !»

«Beh, non ci vedo molte differenze... Sia [Noto_Fornitore_IT] che [Nota_Azienda_che_fa_paghe_e_stipendi] hanno altri Clienti come noi a cui forniscono gli stessi servizi...»

Stiamo andando avanti così da circa un'ora, quando all'improvviso uno di noi grida:
«Eccola !»
«Ho trovato la DEFINIZIONE di "CLOUD" ! »
«E' in un documento del NIST - il National Institute of Standard and Technology Americano - che si intitola proprio "The NIST Definition of Cloud Computing"...»

«Cosa dice ?»

«Beh, tradotto ad occhio dice che il CLOUD COMPUTING è “un modello per consentire in modo diffuso ed economico l'accesso on-demand attraverso la rete ad un pool condiviso di risorse di elaborazione configurabile (ad esempio, reti, server, storage, applicazioni e servizi) che possono essere rapidamente approntate e rilasciate con il minimo sforzo di gestione o interazione con il Provider dei servizi”»

«Mah ! A me non sembra poi così chiaro... A parte il "rapidamente approntate" e il "minimo sforzo di gestione" mi pare uguale all'HOSTING di cui si parlava prima...»
«Ah, e poi non mi sembra di essere l'unico che non ha le idee chiare sul CLOUD...» «Guardate qua... »

«Aspetta un attimo !»
«Pare che anche quelli del NIST si siano accorti che la definizione era un po' vaga e hanno indicato che il CLOUD deve possedere cinque caratteristiche essenziali:»

  1. Provisioning on-demand e in modalità Self-Service
    Il Cliente può autonomamente definire ed impostare le risorse CLOUD a lui necessarie (ad es. risorse di elaborazione e spazi di storage).
    Ove previsto, ciò può essere effettuato automaticamente e senza alcuna necessità di interazione diretta tra il Provider dei Servizi CLOUD ed il Cliente.
  2. Estensivo utilizzo della rete
    Le risorse CLOUD del Provider sono disponibili in rete e vi si accede attraverso meccanismi standard che prevedono l'utilizzo di piattaforme Client (Thin/Thick Client) eterogenee (ad es. telefoni cellulari, tablet, computer portatili e workstation).
  3. Condivisione delle risorse
    Le risorse CLOUD del Provider sono condivise tra più Clienti, attraverso un modello multi-tenant, con diverse risorse fisiche e virtuali allocate e riassegnate in modo dinamico in funzione delle esigenze dei vari Clienti.
    La condivisione delle risorse è il fattore essenziale che consente al Provider di realizzare le economie di scala necessarie per fornire i Servizi IT in CLOUD ad un costo più basso, rispetto alle modalità tradizionali.
    Il Cliente non ha in genere alcun controllo o conoscenza circa l'esatta ubicazione delle risorse che utilizza, ma può essere in grado di imporre alcuni vincoli di carattere generale (ad es. vincoli sulla collocazione in determinati Paesi, Stati o Datacenter).
  4. Estrema flessibilità
    Le risorse CLOUD del Provider possono essere approntate in modo rapido e flessibile, ampliandole o riducendole velocemente, in funzione dei cambiamenti richiesti dal Cliente.
    Dal punto di vista del Cliente, spesso, le risorse disponibili appaiono illimitate e possono essere acquisite in qualsiasi quantità ed in qualsiasi momento.
  5. Misurabilità e “pay-per-use”
    L’utilizzo delle risorse CLOUD viene automaticamente controllato ed ottimizzato dal Provider attraverso misurazioni appositamente configurate per ogni tipo di servizio (ad es. data storage, data processing, banda utilizzata, numero di utenti attivi). L’utilizzo delle risorse viene quindi misurato, controllato e rendicontato per darne visibilità sia al Provider che al Cliente, secondo un approccio contrattuale di tipo “pay-per-use”.

«E' più chiaro adesso ?»

«Sì, anche se penso che sarà dura spiegarlo al Direttore...»
«Sai, i Manager non sono dei tecnici e spesso le loro opinioni sulla tecnologia sono influenzate da ciò che si sente dire in giro...»

«...e in giro si trova di tutto sul CLOUD ! Anche chi pensa di poter sfruttare la moda del momento per riproporre con un nome diverso i soliti prodotti !»

«Beh, speriamo che tutto vada bene !»
«...però ho ancora qualche dubbio sulle varie tipologie di servizi CLOUD e le modalità di erogazione...»

«Ne parliamo la prossima volta ! »
«Dài, preparati, che si parte !»

«Ok...»

Buon CLOUD a tutti !
Cordialmente vostro,
Autostoppista Cyber Galattico

2 pensieri su “L’indefinibile evanescenza del CLOUD

  1. Fabrizio Cirilli

    Caro Franco come sempre hai colpito nel centro del problema. C'è tanta confusione e studiando bene il documento del NIST (ripreso anche da ENISA) viene da pensare se esista sul mercato un'azienda che ne faccia uso e che possa definirsi "conforme" alle descrizioni contenute in questi documenti oramai storici.
    Grazie per la piacevole lettura fta un volo e l'altro negli USA.

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